3 giorni perfetti a Kyoto

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Kyoto è la quintessenza del Giappone di una volta: templi silenziosi, splendidi giardini, santuari variopinti, scorci da cartolina nella città vecchia e geisha che sfrecciano verso appuntamenti misteriosi. Ecco come scoprirla con un itinerario di tre giorni.

I tetti di Higashiyama al tramonto ©Sean Pavone/Shutterstock

Primo giorno

Iniziate la vostra esperienza a Kyoto recandovi a Higashiyama sud, la zona ai piedi delle montagne orientali (Higashiyama), ha la maggiore concentrazione di siti d’interesse turistico di Kyoto: templi, santuari, musei e botteghe tradizionali. Ricca di sentieri pedonali, giardini e ampi parchi intorno ai templi, si presta a essere visitata a piedi. Inoltre ospita il quartiere dei divertimenti di Gion e alcuni dei migliori ryokan della città.

Uno dei templi del complesso di Chion-in ©cowardlion/Shutterstock

Visitate il tempio Chion-in, un insieme di imponenti edifici e ampi cortili, che funge da sede principale della scuola buddhista Jōdo, la più diffusa in Giappone. È anche il luogo di pellegrinaggio più frequentato di Kyoto, sempre vibrante di attività religiose. Proseguite poi verso il Shōren-in: è difficile non notare questo tempio, annunciato dai giganteschi alberi
di canfora che si innalzano davanti alle mura esterne. Per fortuna, però, i turisti ci passano per lo più davanti senza fermarsi, puntando dritto ai templi più famosi. E non sanno che cosa si perdono, perché questo piccolo e intimo tempio ha un meraviglioso giardino, che si può contemplare sorseggiando una tazza di tè verde

Fate ora un giro a Maruyama-kōen, uno dei luoghi prediletti sia dagli abitanti di Kyoto sia dai turisti: un’oasi di pace in cui sfuggire al trambusto del centro e fare una passeggiata fra giardini, laghetti, negozi di souvenir e ristoranti. Il parco è attraversato da quieti sentieri ombreggiati dagli alberi e, proprio al centro, ha un piccolo specchio d’acqua in cui nuotano le carpe. Pranzate da Hisago, un semplice ristorante specializzato in piatti di tagliolini e riso. La specialità della casa è l’oyako-donburi (pollo e uovo, con riso).

Nel pomeriggio passeggiate nei vicoli di Ninen-zaka e Sannen-zaka le due vie principali, i cui nomi significano rispettivamente ‘Collina dei due anni’ e ‘Collina dei tre anni’ (il riferimento è agli anni imperiali di fondazione). Lungo queste due strade ricche di fascino si affacciano case in legno, negozi tradizionali e ristoranti: fermatevi nelle case da tè e nelle boutique. Trascorrete il pomeriggio esplorando uno dei siti principali della città, il Kiyomizu-dera, uno dei templi più frequentati della città. Costruito intorno a una sorgente sacra (kiyomizu significa ‘acqua pura’), attira i pellegrini fin dall’VIII secolo. Oltre a vari padiglioni, abbelliti da pregevoli esempi di iconografia buddhista, il complesso ospita un santuario shintoista dedicato ai problemi sentimentali: acquistate una targhetta di preghiera per propiziarvi la fortuna in amore.

Una donna con il kimono tradizionale ©Guitar photographer/Shutterstock

È ora di fare tappa in un izakaya (pub con cucina) come Gion Yuki per
la cena: la cucina di mare – sashimi, pesce alla griglia, tempura – occupa gran parte del menu e il sakè è la bevanda d’elezione, com’è normale visto che il proprietario è anche
un produttore di sakè. Cercate la corta tenda rossa.

A seguire, godetevi l’atmosfera del quartiere Gion, il celebre quartiere dei divertimenti e delle geisha sulla riva est del Kamo-gawa. Tenete gli occhi aperti, casomai lungo qualche via illuminata da lanterne passasse una geisha. Terminate la serata con un drink al Gion Finlandia Bar, un bar elegante e minimal, ricavato in un’antica casa di geisha. Non c’è un menu: avvicinatevi al bancone e dite al bartender con il farfallino che cosa desiderate bere, che sia un cocktail preparato a regola d’arte o un raffinato whisky single malt giapponese.

Gli aceri circondano il magnifico tempio di Eikan-dō ©Blanscape/Shutterstock

Secondo giorno

Ci sono diversi magnifici templi da vedere a Higashiyama nord. Il suo fulcro si estende dal Nanzen-ji a sud al Ginkaku-ji a nord, due templi collegati dal grazioso Sentiero della Filosofia (Tetsugaku-no-Michi). Tra gli altri motivi di richiamo vanno annoverati lo Hōnen-in, un placido tempio, il magnifico tempio di Eikan-dō e i musei intorno all’Okazaki-kōen.

Battete sul tempo la ressa visitando il Ginkaku-ji sul presto: il celebre complesso del Padiglione d’Argento è un’oasi con tanto di laghetto, spessi tappeti di muschio, classiche architetture in stile giapponese e boschetti di bambù che ondeggiano al vento. Senza dubbio, il giardino è uno dei più belli ed eleganti della città, giustamente ai primi posti di qualunque itinerario a Kyoto. Procedete poi lungo il Sentiero della Filosofia ed esplorate il vasto complesso templare e i giardini del Nanzen-ji. Per pranzo fate il pieno di udon da Hinode Udon.

Un venditore di pesce al mercato di Nishiki. ©Beatrice Sirinuntananon/Getty Images

Fate una pausa dai templi e recatevi in centro per visitare 
il celebre mercato di Nishiki, una delle attrattive di maggior interesse a Kyoto, almeno per chi apprezza la cucina o il cibo. Conosciuto dalla gente del posto come Kyoto no daidokoro (‘la cucina di Kyoto’), è il luogo in cui si rifornisce la gran parte dei ristoranti di fascia alta della città, così come il ceto più abbiente. Ed è anche il posto giusto in cui scoprire gli ingredienti impensabili e favolosi della cucina di Kyoto.

Continuate a fare shopping nella galleria commerciale e nei grandi magazzini di Kawaramachi-dōri e Shijō-dōri. Prenotate per tempo, così da poter gustare una cena kaiseki(di alta cucina) creativa da Giro Giro Hitoshina, prima
 di una passeggiata nel suggestivo Ponto-chō: in tutta l’Asia sono poche le vie così ricche di atmosfera. Lo stretto vicolo si anima la sera, quando splendide lanterne illuminano le tradizionali facciate in legno e gli abitanti della Kyoto chic varcano la soglia di vecchi ristoranti e
 bar esclusivi.

La celebre galleria di torii arancioni del tempio Il Fushimi Inari-Taisha ©Oliver Foerstner/Shutterstock

Terzo giorno

La zona immediatamente intorno alla stazione di Kyoto non offre granché, ma spingendovi più a sud troverete due attrattive spettacolari. Il Tōfuku-ji è uno dei più bei templi di Kyoto con un giardino spettacolare e diversi magnifici edifici. Collegato
al Fushimi Inari-Taisha dalle linee ferroviarie Keihan e JR, l’attuale complesso comprende 24 templi secondari. L’imponente San-mon è il più antico portale zen esistente in Giappone, lo Hōjō (Sala dell’Abate) fu ricostruito nel 1890 e i giardini furono realizzati nel 1938. Il Fushimi Inari-Taisha, con la sua galleria di torii arancioni, che si susseguono apparentemente all’infinito nella fitta vegetazione sul fianco della montagna, è un mondo a sé stante. Per dirla in breve, si tratta di uno dei siti più incredibili e memorabili di tutta Kyoto. Un sentiero si inoltra per quattro chilometri sulla montagna, passando accanto a decine di templi minori molto suggestivi.

A seguire, tornate al piano 10F della stazione di Kyoto per gustare i rāmen in uno dei locali del Kyoto Rāmen Kōji. Dalla stazione di Kyoto, prendete la metropolitana o un autobus per il Daitoku-ji, un dedalo di vicoli e templi con spettacolari giardini zen. Girovagate per il complesso, prima di riprendere la metropolitana alla volta del centro, dove potrete cenare. Prenotate per tempo se volete gustare un delicato tempura da Yoshikawa.

Autunno al giardino zen Daitoku-ji ©cowardlion/Shutterstock

Dopo cena recatevi al Sake Bar Yoramu, che è molto piccolo, ma è perfetto per chiunque voglia approfondire la sua conoscenza del sakè. Se siete incerti, optate per una degustazione di tre tazzine. In alternativa fate un salto
al Bee’s Knees che, in stile speakeasy, spicca per il suo ‘ingresso segreto’ (cercate l’insegna con l’ape), i soffitti in metallo,
il legno scuro e le luci soffuse, oltre che per i bartender loquaci che preparano rivisitazioni dei classici del Proibizionismo. Provate il matcha al tiramisù o il mojito affumicato al legno di ciliegio.

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