13 mete dove vivere il lifestyle più rilassato del mondo

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Ci sono parole intraducibili che catturano l’essenza di una nazione e lo spirito di un popolo: Gezellig in Olanda, Mattari in Giappone, ecco dove la comfort zone è uno stile di vita.

Il tramonto all’Isola di Skye è un perfetto esempio di Còsagach ©Daniel_Kay/Shutterstock

Relax in giro per il mondo

Rallentare, godere delle piccole cose e della compagnia delle persone più care, indugiare nel rassicurante bozzolo domestico in attesa che il lungo inverno finisca o concedersi una pausa sorniona durante le ore più calde. Dalla hygge scandinava, l’attitudine tutta nordica a cercare il comfort tra le pareti di casa, al mora mora malgascio che invita a prendersela comoda, ecco quali sono le espressioni di una filosofia di vita slow a diverse latitudini.

1. Còsagach (Scozia)

Coccolarsi per sentirsi bene, non necessariamente stando in casa davanti al caminetto scoppiettante con un bicchiere di whisky. Gli scozzesi dediti al Còsagach si ritrovano al pub, davanti a una pinta di birra scura, chiacchierando con gli amici. O escono fuori, nella natura selvaggia, passeggiando nei boschi col proprio cane e ammirando il tramonto da una scogliera.

2. Hygge (Scandinavia)

La parola hygge non ha una traduzione ben precisa. Mentre è il suo significato ad aver reso il concetto, in poco tempo, così celebre, soprattutto tra i viaggiatori. Hygge, infatti, è un concetto tipicamente danese che indica un sentimento. Un sentimento che nasce da un senso di tranquillità e accoglienza, dalla ricerca di una felicità non effimera ma che si vive quotidianamente, giorno per giorno, così da creare un appagamento di lungo periodo.

Non solo i danesi, che ne reclamano la paternità, ma tutti i paesi del Nord Europa hanno un innato senso per ciò che rende la casa più accogliente, dal comfort food alle candele profumate, dalla convivialità domestica (gli inglesi la chiamano nesting, ovvero il piacere di starsene nel nido) all’arredamento che invoglia a starsene comodamente sprofondati sul divano con un plaid sulle ginocchia a leggere un buon libro, mentre fuori nevica.

I canali sull’Amstel di Amsterdam ©S.Borisov/Shutterstock

3. Gezellig (Olanda)

Può essere Gezellig un bar con le lucine, le poltrone di velluto e un gatto che si lecca sornione in un angolo del locale, o una casa in riva all’Amstel con le fioriere alle finestre straripanti di tulipani. Deriva dal termine Gezel, che significa amico o compagno, con in più il concetto di comfort e calore che si sprigionano quando si è tra amici.

4. Gemütlichkeit (Germania)

Avete presente quella sensazione di intimità, calore, amicizia e senso di appartenenza, che sentite quando siete tra amici o in famiglia? Per i tedeschi si chiama Gemütlichkeit, dal termine Gemüt che significa “cuore” ma anche mente, temperamento, sentimento e umore. Tante sfumature di quello che, nelle intenzioni, dovrebbe essere un tratto squisitamente germanico. Oltreoceano questa filosofia ha conquistato Jefferson, una cittadina di circa ottomila abitanti nel Wisconsin, che si definisce “The Gemütlichkeit City”.

Il Merak è il relax in stile Serbo ©Greg Elms/Lonely Planet

5. Merak (Serbia)

Merak (o Mepak) è il piacere delle piccole cose: sorseggiare il caffè caldo al mattino, ammirare i colori della natura, essere felici se fuori c’è il sole, concedersi una pausa. Un termine di origine turca che celebra l’edonismo applicato scientificamente al qui e ora.

6. Koselig (Norvegia)

L’aggettivo Koselig viene usato per descrivere oggetti e situazioni confortevoli: un maglione di lana con le trecce, una cena in casa tra amici per godersi un’atmosfera rilassata, un bicchiere di Glögg (il corrispettivo del nostro vin brûlé), il fuoco del camino. Un concetto imprescindibile per i norvegesi, soprattutto nel tempo libero.

In Spagna non si scherza con la “siesta” ©D.Bond/Shutterstock

7. Siesta (Spagna)

In quasi tutti i paesi del Mediterraneo è diffusa l’abitudine di concedersi un riposino dopo pranzo, impegni permettendo. Ma è tra i confini spagnoli che la siesta è uno sport nazionale, al punto che una pausa pranzo prolungata a due o tre ore è la normalità. L’ex primo ministro spagnolo Mariano Rajoy qualche anno fa ha proposto di abolirla, ma per adesso la pennichella è salva, anzi sarebbe opportuno esportarla: studi scientifici dimostrano che è salutare per il corpo e la mente.

8. Mysig (Svezia)

La parola svedese Mysig pare sia stata coniata nella metà del Settecento, per descrivere la mimica di chi sorride in modo affettuosamente comprensivo quando è d’accordo con voi. Nonostante la complessità della traduzione è un concetto molto semplice e ampiamente condiviso nei paesi nordici, infatti ne esistono versioni simili in tutta la Scandinavia.

La spiaggia di Anakao, Madagascar ©Simon Dannhauer/Getty Images

9. Mora Mora (Madagascar)

È un’espressione che significa “piano piano” e per i malgasci è una filosofia di vita: fare le cose con calma, prendersela comoda, rilassarsi. E aspettare che le cose accadano, senza spazientirsi. Sentirete ripetere molto spesso questa frase, da Antananarivo alle isolette più sperdute attorno a Nosy Be, in Madagascar.

10. Hakuna matata (Kenya, Tanzania e Zanzibar)

È una parola che in Swahili significa “nessun problema” molto popolare sulla costa orientale africana. Negli anni Novanta è stata sdoganata dalla strana coppia composta da un suricato e un facocero nel film Disney Il Re Leone, che ballavano nella foresta canticchiando: “Senza pensieri la tua vita sarà, chi vorrà vivrà in libertà, Hakuna matata“. Una strofa che racchiude un modo di vivere spensierato, nonostante le difficoltà.

I giardini di Wat Phan Tao a Chiang Mai, Thailandia ©simonlong/Getty Images

11. Nam-jai (Thailandia)

Letteralmente significa “acqua del cuore” e rappresenta un’attitudine tipica del popolo thailandese: quella essere estremamente ospitali al punto di rinunciare al proprio comfort e sacrificarsi per mettere a proprio agio gli altri, anche perfetti sconosciuti. Si traduce con una predilezione per la gentilezza autentica, un desiderio e un piacere sincero di rendersi utili al prossimo, senza aspettarsi niente in cambio.

12. Mattari (Giappone)

Il termine giapponese Mattari rappresenta perfettamente la visione orientale del concetto di comfort, che va dal tempo speso in solitudine, in totale pace e armonia con se stessi, all’essere a proprio agio nelle situazioni sociali e in compagnia degli amici (e potrebbe essere il leitmotiv del vostro tour del Giappone classico). È uno slang abbastanza recente, lanciato nel 1998 dal cartone animato Ojarumaru (in Italia è arrivato col titolo Mack, ma che principe sei?) che col tempo ha modificato il suo significato originale di atteggiamento disinvolto, è diventato sinonimo di dolce far niente.

13. Utu (Nuova Zelanda)

Per i Maori vivere in armonia è un imperativo sociale, attraverso un atteggiamento utu. Questo termine significa preservare l’armonia sociale, a tutti i costi: per questo prende sfumature inaspettate e alcuni contesti può significare anche vendetta, perché prevede che qualsiasi torto venga sanato per ristabilire l’armonia.

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