Tennessee, vacanze a ritmo di musica

Musica

Da Memphis, regno del blues e culla del rock ‘n' roll, a Nashville, capitale del country, ecco le tappe da non perdere per i fan di Elvis, B.B. King, Johnny Cash e Patsy Cline.

Che sia in un museo, su un autobus o in mezzo a una strada, il Tennessee è innanzitutto voce, musica, suono. Un viaggio qui non si fa con gli occhi, ma si vive con le orecchie ogni volta che parte una canzone. Non importa quale: da queste parti c'è solo l'imbarazzo della scelta.

E' in questo pezzo di terra, compreso tra le rive del Mississippi e quelle del fiume Cumberland, che dall'incontro di tradizioni ed esperienze diverse sono nate sonorità nuove e inaspettate, destinate a cambiare per sempre la storia della musica. Da Memphis, regno del blues e culla del rock ‘ n' roll, a Nashville, capitale indiscussa della country music, sono tantissime le tappe da non perdere per i viaggiatori in cerca di musica.

Memphis, sulle tracce di Elvis. Il legame indissolubile tra Elvis Presley, il Re del rock ‘n' roll, e la città di Memphis è ben riassunto in un cartello che troneggia poco lontano da Graceland, la lussuosa residenza in cui la star visse fino alla sua morte, nel 1977: "If you are not an Elvis fan, no explanation is possible" ("Se non sei un fan di Elvis, non c'è spiegazione possibile"). La città, nata con la musica nel sangue, ha trovato nel giovane dal ciuffo ribelle la sua icona immortale. E il fantasma di Elvis, in effetti, sembra far capolino da ogni angolo: nella periferia un po' abbandonata dove scintillano le sue Cadillac, tra le insegne al neon di Beale Street, nei negozi di souvenir e persino a bordo dei bus di linea, la cui destinazione, emblematica, è "E. Presley".

Graceland: nel tempio del Re. Ogni anno più di 700.000 visitatori varcano il cancello bianco e verde che segna l'ingresso a Graceland. Nel 1957, all'età di 22 anni, Elvis spese la bellezza di 100.000 dollari per acquistare questa proprietà e i 5,5 ettari di terreno circostanti, dove adesso sorgono un museo di cimeli, una collezione di automobili e una di velivoli. Il pezzo forte della visita è rappresentato dalla casa: nel 1974 fu lui stesso a ristrutturarla, trasformandola in un monumento dello stile anni Settanta. La famosa "jungle room", con tanto di animali, cascate e moquette verde prato, è unica nel suo genere: qui Elvis registrò gran parte dei suoi ultimi due album, "From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee" e "Moody Blue". Altri spazi aperti al pubblico sono la cucina (a quanto pare la sua stanza preferita), la sala da biliardo con le pareti coperte da tappeti e il salotto giallo in cui Elvis era solito guardare non uno, ma tre televisori contemporaneamente. Fuori, accanto alla piscina, si trovano i Memorial Gardens e la tomba, con fiori e peluche dedicati alla leggenda del rock. 

A spasso per Beale Street. E' la strada più famosa di Memphis, il punto in cui negli anni Venti la comunità nera incentrò la sua rinascita, insieme a quella della città intera. Da "Why I sing the blues" di B.B. King a un classico del folk come "Cocaine Blues", Beale Street compare da protagonista in una lista interminabile di canzoni. In una manciata di isolati, lungo il tratto che va da 2nd Street a 4th Street, la via pullula di locali e ristoranti che la rendono molto simile a una maratona di concerti. Dentro ogni sala, infatti, c'è musica dal vivo, e persino dove è il karaoke a farla da padrone ci si rende subito conto che da queste parti con la voce non si scherza. La Walk of Fame ha marciapiedi incastonati con note musicali e reca i nomi dei grandi musicisti del passato. Tra le insegne su cui soffermarsi ci sono quelle dei teatri che hanno fatto grande questo posto, come l'Orpheum Theater, il New Daisy e l'Old Daisy Theater. Nelle vicinanze sorge anche il Memphis Rock 'n' Soul Museum: la migliore lezione possibile sulle radici country e blues del rock, e sulla combinazione culturale, sociale e razziale che ha dato origine alla musica del delta del Mississippi.

Sun Studio (http://www.sunstudio.com ). Oltre ad essere un museo, i Sun Studio sono ancora oggi uno studio di registrazione a tutti gli effetti, frequentato giornalmente da una folta schiera di artisti (ci hanno registrato anche Ringo Starr, gli U2 e Paul Simon). Si tratta della leggendaria sala che lanciò le carriere, tra gli altri, di Elvis, B.B. King, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis e Roy Orbison. All'inizio degli anni Cinquanta il suo fondatore, Sam Phillips, trasformò Memphis nella "culla del blues" incidendo brani di artisti come Howlin'Wolf, B.B. King e Ike Turner, per poi sfondare con il rockabilly. La leggenda di un Elvis camionista, appena diciottenne, che un bel giorno entrò nell'edificio di mattoni rossi per incidere una canzone da regalare alla mamma è una delle pietre miliari della storia del rock. Da quell'incontro fortuito scaturì poco dopo "That's all right", il primo singolo che lanciò Elvis alla ribalta della scena musicale e televisiva americana. Oltre a vedere il microfono e la sala in cui tutto ciò avvenne, la visita comprende l'ascolto delle incisioni originali: il fruscio di sottofondo, insieme alle luci soffuse, ricrea una perfetta atmosfera anni Cinquanta.

Nashville, e country sia. Dalle honky-tonk del District agli studios della Music Row, Nashville è sinonimo di immersione a 360 gradi nella musica country. A partire dagli anni Venti la città ha attirato ondate di musicisti che hanno rinnovato il genere, dando vita a diverse correnti. Il destino è segnato dal 1925, quando la radio WSM lanciò per la prima volta il programma radiofonico "Barn Dance" ("Ballo nel fienile"), due anni dopo rinominato "Grand Ole Opry". Con il tempo la sua popolarità divenne tale che la città si proclamò "capitale mondiale della musica country". Dopo più di ottant'anni il programma esiste ancora, e il venerdì e il sabato sera è possibile assistere ai concerti live dei cantanti più famosi. Nel mese di giugno migliaia di appassionati arrivano a Nashville per celebrare il CMA Music Festival, un evento organizzato dalla Country Music Association.

Seguendo il suono di una chitarra. Il pellegrinaggio a Nashville non può fare a meno di due tappe fondamentali: la Country Music Hall of Fame e il Ryman Auditorium. Quest'ultimo, noto come Mother Church of Country Music, è ancora un palcoscenico d'eccezione per le esibizioni dal vivo: è qui che hanno suonato, tanto per fare qualche nome, Bob Dylan, le Indigo Girls, B.B. King, le Dixie Chicks e Martha Graham. La Country Music Hall of Fame, la cui missione dichiarata è "diffondere il vangelo del country", celebra i protagonisti più importanti che hanno fatto la storia del genere, e raccoglie centinaia di cimeli musicali. I pezzi più pregiati sono la chitarra di Johnny Cash, la Cadillac dorata di Elvis, l'abito da cocktail di Patsy Cline, testi di canzoni scritti su tovaglioli da bar e un'interminabile collezione di abiti, cravattini, chitarre e stivali da cowboy. Nella Music Row convivono fianco a fianco numerose case discografiche, da giganti come Sony e RCA a piccoli studi a conduzione familiare. Percorrendo 16 chilometri in direzione nord-est si arriva invece nella Music Valley, dove oltre al Grand Ole Opry Museum è possibile visitare la Gibson Bluegrass Showcase. Per gli appassionati delle mitiche Gibson, una sosta da queste parti rappresenta un'occasione unica per assistere dal vivo alla creazione di chitarre, mandolini e banjo.

Fonte: www.repubblica.it


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