Lo shopping, la cena rigorosamente in un club, la serata ad ascoltare musica. I consigli per trascorrere una giornata (o più) in una "Mela" under 30. Trendy e allo stesso tempo alternativa.
These vagabond shoes are longing to stray and step around the heart of it... Queste scarpe vagabonde hanno voglia di vagare nel suo cuore, New York, New York, cantava Liza Minnelli. E mai canzone fu più appropriata, dato che nella Grande Mela le vostre scarpe vagabonde si consumeranno a forza di camminare con il naso all'insù perdendo lo sguardo fra i grattacieli, cercando di cogliere ogni dettaglio della città che non dorme mai.
Nessun rimpianto per le scarpe, in ogni caso: uno dei piaceri inconfessabili di New York è partire con poco o niente bagaglio e poi darsi agli acquisti in loco. Da sfoggiare, poi, nei locali più frequentati di Manhattan, scegliendo fra il fascino alternativo del Village e i club modaioli del Meatpacking district.
Outlet mon amour. Anche adesso che il cambio euro-dollaro è poco favorevole, New York permette di fare acquisti molto convenienti. Prima di tutto per la buona usanza made in Usa di tenere i fine serie in una sezione riservata di ogni negozio: non sono saldi di fine stagione, ma i prezzi possono calare anche dl 50%. Detto ciò, però, la mecca per gli acquisti scontati è e rimane Century 21. Affaccia su Ground Zero, è aperto dalle 7.45 di mattina alle 9.30 di sera, e distribuisce su sei piani il meglio delle occasioni per gli acquisti firmati. Dagli abiti da sera alla biancheria per la casa, passando per l'abbigliamento sportivo, gli accessori e le scarpe.
La ressa è notevole, gli abiti si provano un po' come e dove capita, la scelta è pressoché infinita, per fasce di prezzo e per stilisti proposti. Il consiglio è di andare all'apertura in un giorno lavorativo, nel weekend potrebbe essere un'esperienza frustrante. Il trucco in più: accanto c'è il palazzo monomarca di Brooks Brothers, dove gli uomini insofferenti potranno farsi accudire in un'atmosfera soft concedendo alle signore un po' di tempo in più nel megastore dello sconto.
Un'altra tappa da non mancare sono i negozi della catena Payless: scarpe, scarpe e ancora scarpe, a partire da 10 dollari (ma si trova anche a meno). Tutti i modelli più di moda, dalle infradito decorate a vertiginose decolletè di vernice in colori fluorescenti, con la politica del fast food: entri, vedi, provi, passi alla cassa.
La strada che farà la gioia di chi ama gli acquisti compulsivi è la Broadway: ai più è nota per i teatri e il musical, ma di giorno, percorrendola nel tratto che attraversa SoHo, è un susseguirsi di negozi che sì, si trovano un po' ovunque, ma così grandi, forniti e invitanti, difficilmente si possono vedere altrove. Si va dalla giapponese Uniqlo, catena di abiti casual ed essenziali, ai grandi magazzini Bloomingdales o, sempre rimanendo in tema di abbigliamento, Top Shop e Urban Outfitters, mentre accessori per la casa e arredamento con stile ma a prezzi concorrenziali si trovano da Muji (www.muji.com ), minimalista, o da Crate and Barrel, sempre moderno ma più caldo.
Pezzi unici. Nolita è la meta dello shopping più raffinato, con le boutique di stilisti alternativi, emergenti o già affermati. SoHo, con l'invasione dei negozi delle catene più conosciute, ha dovuto cedere lo scettro al quartiere vicino, dove ci sono piccoli tesori da scoprire e anche le griffe più note si attrezzano. Un indirizzo davvero particolare è Double RL all'incrocio fra la Mott e la Prince, nel cuore di Nolita. Qui si possono trovare capi vintage o in edizione limitata di Ralph Lauren, tra orologi restaurati dei piloti della seconda Guerra Mondiale, borsoni invecchiati, camicie e jeans con un tocco western. I prezzi, purtroppo, sono all'altezza dell'originalità del negozio.
Per scoprire nuove tendenze, e trovare pezzi davvero unici a prezzi spesso molto accessibili, c'è, il sabato, lo Young Designers Market a Mulberry Street. Abiti da sera, magliette con gli slogan e le immagini più strane, accessori fantasiosi come braccialetti dipinti a mano ricavati da vecchi vinili. Per scovare capi strani, aggressivi, stravaganti e ovviamente supermodaioli, il luogo di culto è il negozio di Patricia Field, costumista di Sex and the City e Ugly Betty.
In un angolo del Greenwich Village, sulla Bowery, questo locale racchiude quanto di più audace si sia visto nelle serie tv: a un primo impatto sembra un negozio di maschere e costumi, ma scegliendo con cura si possono trovare quei pezzi che, mescolati a un abbigliamento più sobrio, danno un tocco di originalità. Vietato il total look Patricia, dunque, a meno di non essere Carrie e compagne, sì ad accessori cult come la borsetta-Torre Eiffel (da 450 $) o il ciondolo con il proprio nome (200 $) o ancora un paio di scarpe luccicanti con un tacco esagerato.
Gone clubbing. Dopo lo shopping, bisogna pur sfoggiare gli acquisti nei posti giusti. Che non si chiamano locali, pub, discoteche: sono "club", entrati nell'immaginario collettivo grazie alle quattro eterne ragazze di Sex and the City. La zona è quella postindustriale del Meatpacking District, tra il West Village e Chelsea, verso l'Hudson. E si può cominciare dall'aperitivo vicino all'High Line Park, un parco sopraelevato nato dal recupero della vecchia ferrovia, con una meravigliosa vista sul New Jersey al tramonto: lo Standard Hotel, che troneggia sul parco, ha messo su un Biergarten in puro stile bavarese, ma con tutto il glamour made in Nyc.
Per la cena, invece, ci si sposta di pochi metri per raggiungere quei ristoranti dove si va per farsi vedere, e si apprezza anche la lunga attesa al bar per chi arriva senza prenotazione. Come il Pastis, il Buddakan, o ancora Merkato 55 e Spice Market: quasi tutti caratterizzati da cucina fusion, dolci eccezionali curati da chef pasticceri e la possibilità di incontrare qualche celebrità in libera uscita.
Per uno spuntino veloce o un drink, invece, è perfetto Pop Burger, cibo da fast food (rivisitato in versione lusso, come i panini all'aragosta o i mini-burger), ambientazione e musica per dare la carica prima di iniziare il giro per locali, che prima dell'1 non iniziano ad animarsi. Ma scattata l'ora x, nel giro di pochi isolati ogni portone è un club, con imponenti uomini della security che sorvegliano gli ingressi e decidono se far passare o meno oltre i cordoni di velluto.
Le file e le attese nel weekend possono essere frustranti, ma anche qui è importante farsi vedere fuori dal locale giusto. Il Cielo, sulla 12th, è famoso per la musica elettronica, il Kiss and Fly (409 West 13th) è amato da clienti più adulti, con una predilezione per lo champagne, mentre il Revel, in stile industrial chic, grazie al cortile interno e al tetto retraibile permette di stare all'aperto anche quando le temperature non sono delle migliori. Ristorante fino a mezzanotte, si trasforma poi in un locale animato e affollato dove bere un drink in compagnia.
E poi ci sono i club segreti, senza insegne sulla porta: come l'Apt, nascosto in un portoncino al 419 della West 13th, arredato come un appartamento privato, o il minuscolo Bijoux, a cui si accede dal retro del ristorante Merkato 55.
Musica al Village. Allontanandosi di pochi isolati a est, si entra nell'atmosfera più shabby e alla mano del West Village, dove non mancano ottima musica dal vivo e locali storici che hanno visto nascere e crescere la Beat Generation. Tutt'altro clima rispetto allo scintillio glamour dei club, niente dj ma gruppi rock, country, folk, indie, jazz e chi più ne ha più ne metta, che usano il Village come trampolino per il successo. Basta camminare sulla West 3rd per imbattersi in molti di questi locali, che mescolano l'atmosfera retrò dell'arredamento di legno e dell'onnipresente tavolo da biliardo con musica all'avanguardia e barman creativi. Come il Fat Black Pussycat, la cui specialità sono martini serviti in bicchieri grandi il doppio, preparati con gli ingredienti più disparati. Proprio di fronte, un altro luogo storico: il Blue Note, da non perdere per gli appassionati di jazz. Ma ce n'è per tutti i gusti, basta passeggiare per le strade affollate e mettere il naso nel locale che ci attira di più.E prima (o dopo, dato che la cucina chiude alle 2 di notte), un salto al West 3rd Common, che si autodefinisce un "gastro-pub", vale a dire hamburger, pollo fritto, waffles e french toast rivisitati con un tocco da chef.
Fonte: www.repubblica.it
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