Singapore

Singapore

E’ uno dei luoghi più densamente abitati della terra, eppure ha un aspetto curato e ordinato, degno di una città svizzera; sorge su una terra grande il doppio dell’isola d’Elba, ma ci vivono oltre 4 milioni e mezzo di persone. Siamo a Singapore, crocevia di popoli e isola-città-stato, con i suoi grattacieli ultramoderni e insieme con i colori pittoreschi dei quartieri cinese e indiano, che di sera si trasformano in un caleidoscopio di luci e di animazione.

Una città in cui la vita scorre veloce e insieme ordinata, in cui il traffico è fluido e che, anche in pieno centro, non ha rinunciato a spazi verdi, giardini e persino orti botanici, degni dei migliori quartieri residenziali.

Insomma una città dai cento volti, in cui i grandi alberghi internazionali e i centri commerciali avveniristici convivono con i chioschi in cui comprare frutta, bibite e spuntini da consumare per la strada, in cui lungo le vie non ci sono cartelloni pubblicitari di nessun tipo, ma dove si viene multati severamente se si lascia cadere un pezzetto di carta o se si attraversa fuori dalle strisce pedonali. Soprattutto una terra in cui convivono serenamente cinesi, malesi, indiani e occidentali, con tutto il loro patrimonio di civiltà e religioni diverse.

Situata tra lo stretto della Malacca e il Mar Cinese Meridionale, Singapore occupa l’estremo lembo della penisola malese ed è composta da 59 isolette collegate tra loro da ponti e strade. Le origini del nome Singapore, o in sanscrito  “Singapura”, si perdono nella leggenda. Il nome significa “città del leone”: simbolo della città è infatti Merlion, figura metà leone e metà pesce, nume tutelare che protegge la foce del fiume che si apre sul Marine Bay. La città è oggi uno dei centri più vivi dell’economia dell’intera Asia, la popolazione è un vero mix di etnie e culture diverse. Lo shopping è l’hobby più diffuso, quasi una mania, ma un'altra grande passione è il cibo: a Singapore, quando ci si incontra, il primo saluto non è: “come stai?”, ma: “hai mangiato?” E la cucina è davvero un’esperienza straordinaria, in cui si incontrano elementi cinesi, indiani, malesi e thailandesi, in una festa di colori, sapori e profumi.

In questa sorta di melting pot culturale ed etnico può succedere di tutto, come vedere i variegati tetti di un tempio induista, affollati di sculture colorate, che si stagliano sullo sfondo di un grattacielo iper moderno, o di incontrare un uomo d’affari in abito scuro e cravatta regimental che aspetta il taxi a poca distanza da un orientale che dipinge in calligrafia sulla carta di riso. Una terra di contrasti che convivono in armonia, anche grazie a una legislazione che è riuscita a garantire la pacifica convivenza di razze e religioni diverse, offrendo agevolazioni, efficaci programmi educativi e servizi primari a tutti indifferentemente. Singapore è diventata così una città sicura e godibile in ogni momento dell’anno, di giorno come di notte.

La città ha una storia giovane: Singapore nasce nel 1819 da un trattato tra l’inglese sir Thomas Stamford Raffles e il governatore malese, in cui si stabilisce che l’isola è ufficialmente avamposto commerciale della Compagnia delle Indie Orientali. Prima dell’arrivo dei britannici, Singapore grazie alla sua posizione strategica era già una importante stazione commerciale controllata dai regni di Sumatra e Giava. Il fiume Singapore, su cui sorge la città, era al tempo luogo di scambi tra ricchi commercianti cinesi. Il nucleo degli edifici storici si trova nel quartiere coloniale, situato a Nord del fiume, intorno al Padang. A pochi passi di distanza sorge Chinatown, una delle zone più pittoresche e interessanti della città, con le sue coloratissime case-bottega, i ristoranti, i piccoli locali in un dedalo di viuzze tutte da esplorate. Altro quartiere pieno di colore e di atmosfera è Little India, con i suoi templi, gli angoli suggestivi, ricchi di colori e aromi.

Intrecciato a Little India c’è il quartiere arabo, cuore della Singapore musulmana. Il tempio dello shopping è invece in Orchard Road, la grande e moderna strada sulla quale si affacciano i più importanti tra i 150 centri commerciali che offrono merce griffata di tutto il mondo. Una panoramica particolarmente suggestiva di Singapore è quella offerta dalla navigazione fluviale da Clarke Quai a Marina Bay, con scorci mozzafiato sui grattacieli del Business District che si contrappongono alle pittoresche casette colorate che nell’Ottocento ospitavano magazzini e botteghe e che ora, completamente restaurati, sono occupati da ristoranti e locali notturni.

Molto grandi e perfettamente curati sono i giardini e gli spazi verdi. Il clima equatoriale è particolarmente favorevole allo sviluppo di una vegetazione lussureggiante. Tra questi un posto a parte spetta al National Orchid Garden, situato alle porte della città, che ospita su una superficie di 52 ettari di rigogliosa natura, i colori e i profumi straordinari di centinaia di specie di orchidee.

Singapore si trova all’estremità meridionale della penisola malese, tra gli stretti di Malacca e il Mar Cinese Meridionale. Il suo territorio ha una superficie di circa 640 chilometri quadrati, con un’estensione di 42 chilometri da Est a Ovest e di 23 chilometri da Nord a Sud. L’isola ha aumentato la propria superficie di circa il 10% grazie a continue bonifiche e si articola su 59 isolette collegate tra loro da un sistema di ponti.

La popolazione è di attualmente 4 milioni e mezzo di abitanti circa, appartenenti a diverse etnie. Il gruppo più numeroso è composto da cinesi  (78% circa) , mentre le minoranze più consistenti sono malesi e indiani. Vivono a Singapore anche alcune migliaia di residenti occidentali, europei e americani, che abitano qui ma che conservano la cittadinanza del paese di origine.  Le lingue ufficiali sono il malese, il tamil e il cinese mandarino, ma l’inglese è parlato ovunque, anche se a volte nella versione “localizzata”, detta singlish, che può risultare un po’ più difficile comprendere. I cartelli stradali e la segnaletica sono comunque sempre in inglese. Il fuso orario è spostato in avanti di sette ore rispetto all’Italia (sei in periodo di ora legale).

Vista la sua posizione a circa 2 gradi a Nord dell’equatore, il clima è quello classico della fascia equatoriale, caldo e umido, con poche variazioni stagionali e con circa 32 gradi di media. Oltre ad abiti leggeri e a scarpe comode e aperte per camminare, è indispensabile prevedere un ombrello (visti i frequenti anche se brevi acquazzoni) e un golfino perché negli ambienti chiusi e sui taxi impera l’aria condizionata, a volte con considerevoli sbalzi di temperatura.

Per entrare a Singapore è sufficiente il passaporto in corso di validità, senza alcun visto. La valuta locale è il dollaro di Singapore (1 euro corrisponde a circa 2,213 dollari Singapore). La valuta si cambia in aeroporto e può essere nuovamente convertita al momento della partenza, spiccioli compresi, visto che non è possibile effettuare il cambio all'estero, ad esempio al ritorno dal viaggio.

Singapore è una città sicura, sia dal punto di vista dell’ordine pubblico, sia da quello sanitario. I locali sono molto orgogliosi nell’affermare che si può bere l’acqua del rubinetto, ed in effetti non serve prestare particolari cautele o restrizioni alimentari. Buona anche l’offerta di servizi medici, ma visto che si tratta sempre di prestazioni a pagamento, è opportuno stipulare un’assicurazione medica prima di intraprendere il viaggio. Durante il soggiorno, poi, per evitare spiacevoli contrattempi, è opportuno tener presente che esiste un considerevole numero di divieti, alcuni dei quali piuttosto sconcertanti per noi occidentali. Il più comune è la proibizione di attraversare la strada fuori dalle strisce pedonali, un'infrazione puntia con una multa di 50 dollari.

Singapore è una città molto interessante e piacevole da visitare, anche se impone il rispetto meticoloso di alcune regole. In effetti molti la definiscono “a fine city”, ovvero “città delle multe”. Non si contano i consigli, gli avvisi, gli editti sull’educazione, sul comportamento, sul bon ton. Alcuni sono decisamente curiosi, per non dire sconcertanti almeno per noi occidentali, anche se risultano più comprensibili conoscendo alcuni usi locali.

In primo luogo è decisamente sconsigliabile noleggiare un'auto e mettersi alla guida: la circolazione segue la mano sinistra, secondo l’uso britannico, ma è soprattutto il sistema di zone a traffico controllato e a pagamento a rendere costoso e poco conveniente l’utilizzo di una vettura privata. Praticamente impossibile, e comunque dispendioso, trovare un parcheggio. Molto meglio utilizzare la metropolitana, rapida e affidabile, sicura a qualsiasi ora. Accessibili anche i taxi, che si fermano per la strada con un cenno della mano, o si aspettano nei punti contrassegnati, disponendosi ordinatamente in coda.

Singapore conduce una vera e propria crociata contro la gomma da masticare, considerata illegale, la cui vendita è punita con una multa da 2000 dollari locali (circa 930 euro). E’ severamente vietato anche importarla a fini commerciali, ma al turista in genere è consentito possederne un quantitativo ragionevole per uso personale. Non è proibito masticarla, ma rimane comunque il divieto, con relativa contravvenzione, di gettarla per terra.

E’ guerra anche alle sigarette: non si fuma nei locali pubblici e anche negli alberghi internazionali e nei ristoranti occorre uscire all’aperto. Buttare un mozzicone per terra può costare caro, per la precisione 1000 dollari di Singapore e l’obbligo di frequentare un corso di educazione civica. Molto meglio, dunque servirsi di uno dei 60mila posacenere sparsi per tutta la città. Anche buttare per terra un pezzo di carta o rifiuti di qualsiasi tipo costa una multa da 500 dollari. Decisamente sconsigliabile attraversare fuori dalle strisce pedonali o con il semaforo rosso: oltre al concreto rischio di essere investiti, la contravvenzione è di 50 dollari.
Più ovvio, almeno per noi occidentali, è il divieto di orinare negli ascensori, eppure la consuetudine è diffusa, tanto che esiste una apposita segnaletica, mentre moltissimi ascensori sono addirittura dotati di sensori. In ogni caso, una pipì fuori luogo, o la dimenticanza di azionare lo sciacquone in un bagno pubblico, viene punita con un salasso da 150 dollari. Un po’ più economico (si fa per dire) è sputare per terra: in questo caso bastano 300 dollari.

I furti sono molto rari, anche se in albergo è meglio riporre i valori in cassaforte ed è opportuno prestare una certa attenzione al portafogli nei quartieri dei mercati cinesi e indiani, specie se sono molto affollati. In ogni caso la rapina a mano armata, il possesso illegale di armi, l’omicidio e il traffico di droga sono puniti con la pena di morte. Stessa pena è prevista, e applicata, per il possesso di quantità anche modiche di sostanze stupefacenti, leggere o pesanti. Gli abusi sessuali e le violenze ai minori sono severamente puniti, con sanzioni anche corporali in aggiunta a pesanti pene detentive. È vietata anche l'importazione di materiale pornografico, con un'interpretazione restrittiva del termine.

Fonte: www.tgcom.it


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© 09/09/2004 - Rolando Davide Alcuni articoli sono stati tratti da altri siti, il © resta del relativo autore Website Design By : Eyrieteck