Cap d'Agde, la guerra dei nudisti

Nudisti

Nudisti contro scambisti. È la strana guerra in corso a Cap d’Agde, capitale europea del naturismo, voluta dal Generale De Gaulle in persona. Accanto agli stabilimenti balneari riservati ai nudisti doc, sono spuntati molti locali di scambisti. E negli ultimi sei mesi, tre sono stati distrutti dalle fiamme. Le autorità privilegiano la tesi di incendi accidentali, ma in città si parla apertamente di guerra tra naturisti ortodossi e eretici.

DE GAULLE – Il complesso erotico-naturista di Cap d’Agde fu creato per volontà del Generale De Gaulle che alla fine degli Anni ’60 decise di riservare un pezzo di Mediterraneo a quei francesi che ogni estate emigravano all’estero per poter vivere liberamente la propria nudità. Nel tempo, però, la zona si è trasformata anche in un’isola felice per chi interpreta il nudismo in toni più spinti. Così accanto ai villaggi destinati alle famigliole, ecco i locali per chi cerca emozioni forti.

LISTA – All’Horizon, spiega in un’inchiesta il settimanale Nouvel Observateur, di giorno ci si osserva e poi ci si dà appuntamento nei club. Clienti di ogni età. Dalle giovani coppie a sessantenni in cerca di emozioni da riscoprire, con a fianco quasi sempre il partner. «Finalmente un po' di pepe – commenta un frequentatore – altrimenti ci annoiavamo davvero». Non tutti condividono. I club sono malvisti da chi vuole preservare l’immagine di un nudismo a carattere familiare. L’estate scorsa, il camping René-Oltra, ha creato una lista nera di clienti troppo propensi ad utilizzare le spiagge come luogo di rimorchio o di sfogo di libidine: al bando per tre anni. La forze dell’ordine però si fanno vedere solo quando si esagera. L’estate scorsa, i vigili sono inervenuti per metter fine ad uno spettacolo osé: un marito frustava la moglie sul balcone, davanti a una folla di voyeurs.

INCENDI – Così, negli ultimi sei mesi, i club che hanno trasformato Cap-d’Agde in un «arcipelago di libero scambio» sono finiti nel mirino degli incendiari. Ad aprile è andato distrutto il Glamour, 2000 metri quadrati dedicati all’eros. Poi è toccato al Palme Ré. Il 30 settembre, le fiamme hanno devastato il Tantra e il bar attinente sul mare, lo Zen. Il sindaco di Cap d’Agde, Gille d’Ettore, minimizza e parla di incendi accidentali, cercando di difendere un giro d’affari prezioso, generato ogni estate dall’arrivo di 40mila nudisti. Al comune va una tassa d’accesso da nove euro a settimana, cinque per i giornalieri. Ma la polizia non esclude nessuna pista. Gaby Ruiz, presidente dell’associazione dei commercianti di Agde, non ha dubbi: quella da seguire porta dritto alla guerra tra naturisti e scambisti. Anche il ristoratore Aimé Catanzano ne è convinto: "Gli incendi sono l’opera di qualche moralista esasperato". Tesi condivisa anche in città dove si mormora di una rivolta contro l’invasione dell’industria del sesso.

Fonte: www.corriere.it


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© 09/09/2004 - Rolando Davide Alcuni articoli sono stati tratti da altri siti, il © resta del relativo autore Website Design By : Eyrieteck