48 ore a Parigi: la Guida completa

Parigi

Una passeggiata lungo la Senna e le escursioni in battello. Il giro fra i musei contemporanei. L’aperitivo davanti al fiume, la cena a lume di candela nei bistrot. E poi, musica, teatro, danza e cabaret nei luoghi cult della città, per celebrare la 43°edizione del Festival d’Automne in scena fino al 31 dicembre (www.festival-automne.com).

Sono tante le occasioni per vivere Parigi in questa stagione. Accanto ai tour classici di monumenti e musei dove è sempre bello tornare (il 25 ottobre ha riaperto il Museo Picasso nel Marias, www.museepicassoparis.fr), ci sono alternative capaci di far vivere un weekend indimenticabile. Dalla mattina alla notte, fra arte, cultura e divertimento. Anche in autunno. Perché la Ville Lumière non chiude mai.

Irrinunciabili per i parigini, nel tempo libero, le lunghe passeggiate ai bordi della Senna. Spesso senza una meta precisa, per il solo piacere di flâner, come dicono loro. Ossia vagabondare senza fretta per arricchirsi di bellezza (“La flânerie è una scienza, una gastronomia dell’occhio” scriveva Balzac). Del resto, rive droite o rive gauche, la città vista dal fiume è davvero meravigliosa. Sulle sue acque si specchiano i più bei palazzi, i musei storici e quelli della contemporaneità. Come il Musée du Quai Branly (www.quaibranly.fr), all’ombra della Tour Eiffel, disegnato da Jean Nouvel. Una collezione di oltre 3500 pezzi per scoprire l’arte e la cultura di Africa, Asia, Oceania, e mostre temporanee. Fino al 16 gennaio si visita la mostra Les Mayas, trois mille ans de civilisation dedicata al grande popolo precolombiano e alle loro misteriose città d’oro. Per un tuffo nella storia antica, invece, c’è la Conciergerie (http://conciergerie.monuments-nationaux.fr), monumento nazionale tutelato dall’Unesco, che fu la prima dimora reale della capitale, diventata prigione durante la Rivoluzione Francese. Per celebrare gli 800 anni della nascita di San Luigi (Louis IX diventa Re di Francia a 12 anni e vi regna dal 1226 alla sua morte nel 1270), ospita fino all’11 gennaio la grande esposizione “Saint Louis” con 130 opere d’arte raramente esposte .

Fu una dimora dei monarchi di Francia anche il Louvre (www.louvre.fr), il museo più visitato al mondo che vanta, in una collezione di oltre 35mila opere dall’antichità a metà Ottocento, capolavori assoluti come la splendida Nike di Samotracia, ritornata da pochi mesi al suo posto d’onore dopo un complesso restauro. Fino al 5 gennaio, al Louvre, si ammirano anche lavori di artisti contemporanei: Invention au Louvre, di Mark Lewis, che mixa pittura, fotografia, immagine cinematografica e l’installazione site-specific di Claude Lévêque, Sous le plus grand chapiteau du monde, ovvero sotto la grande piramide di Ieoh Ming Pei. Le Maroc médiéval. Un empire de l’Afrique à l’Espagne è invece la grande esposizione visitabile fino al 19 gennaio che invita a rileggere l’Occidente islamico dal XI al XV secolo attraverso 300 capolavori fra elementi di architettura (porte, capitelli), mosaici, oggetti di culto, mobili, ceramiche, tessuti.

A breve distanza Le Meurice è un indirizzo cult dell’hôtellerie parigina, tra i più eleganti alberghi del mondo. Inaugurato nel 1817, ospitò D’Annunzio, Salvador Dalì, Jean Cocteau e Coco Chanel che organizzava qui i suoi ambiti ricevimenti. Fra gli habitué dei giorni nostri ci sono molte celebrities, Martin Scorsese e Charlize Théron in testa. Qualche anno fa, dopo importanti restauri, questo lussuoso 5 stelle è tornato all’antico splendore: camere elegantissime, saloni sontuosi con decorazioni in foglia d’oro, mosaici, vetrate Art Nouveau. Vale la pena di regalarsi un pranzo o una cena scegliendo fra il ristorante tre stelle Michelin Le Meurice con vista superba sui giardini delle Tuileries e un décor rinnovato da Philippe Starck, dove Alain Ducasse propone una cucina dell’essenziale con ingredienti semplici, o il ristorante Le Dalì, dal soffitto disegnato da Ara Starck: una tela monumentale di 145 m2 declinata nei toni dell’oro e dell’ocra (menu da 54 €).

Un’atmosfera più distesa ma altrettanto elegante caratterizza l’Hotel du Collectionneur, in un palazzo art déco, a pochi minuti a piedi dagli Champs Elysées e dall’Arco di Trionfo. Si dorme in camere e suite con vista sulla Tour Eiffel. Il ristorante Le Safran serve cucina francese sofisticata opera dello chef François Gagnaire (menu da 53 €), e ha due magnifiche terrazze. In alternativa, la brasserie dell’albergo propone specialità della tradizione, mentre il Purple bar serve ottimi cocktail e spuntini leggeri. A disposizione anche una Spa di 400 mq, oasi di benessere, armonia e relax.

Rinnovato da poco, Villa Saxe Eiffel, boutique hotel di lusso nel 7ème arrondissement  è stato concepito come un intimo pied-à-terre ed è tranquillo e silenzioso pur essendo in pieno centro. Colpisce la facciata in acciaio Corten, unica a Parigi, che regala un aspetto contemporaneo - hommage a Monsieur Eiffel - all’antico edificio e si integra perfettamente nel piccolo giardino giapponese. Anche gli interni sfoggiano elementi di spiccata contemporaneità e le camere sono declinate nei toni metallici dell’oro, argento e acciaio.

Per la sera, una cena a L’Antre Amis (9 rue Bouchut, tel. 0033.1.45.67.15.65, www.lantreamis.com), che propone una cucina leggera a base di ingredienti di stagione di produttori locali, o un’esperienza mondana al Lido, il cabaret più famoso al mondo, sempre in auge, aperto sugli Champs-Elysées nel 1946 (116 bis av. Champs Elysées, tel. 0033.1.40.76.56.10, www.lido.fr, ingresso 65 €). Hanno contribuito a farne una leggenda artisti di fama come Edith Piaf, Elvis Presley, Marlene Dietrich, Elton John. Oggi il Lido, oltre a offrire spettacoli di grande effetto, è diventato anche un tempio della cucina con proposte d’autore firmate dallo chef Philippe Lacroix.

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