Trekking nel deserto

Sahara

Trekking nel deserto algerino tra scenari fuori dal comune e capolavori d'arte preistorica, alla volta del più famoso degli altopiani centro-sahariani, il Tassili n'Ajjer .

Chi ama i luoghi fuori dal comune troverà nel deserto una risorsa sempre valida. La stagione invernale è il periodo migliore per scegliere di avventurarsi tra dune e rocce ad alte temperature e ad alta spettacolarità. Per non perdere tempo, si può mirare direttamente al più famoso dei "tassili" (altopiano in lingua tuareg) centro-sahariani, il Tassili n'Ajjer che si trova nell'estremo sud-est dell'Algeria, presso il confine con il Fezzan libico.

L'imponente massiccio di arenaria lungo ben 750 km da nord a sud e largo tra 60 e 100, è lo scenario di molte spedizioni sahariane proposte da operatori specializzati (la formula fai-da-te è altamente sconsigliata, per non dire vietata) che organizzano traversate sahariane in queste regioni ancora poco battute. La città più vicina è Djanet, circa 10 chilometri a sud ovest del massiccio.

La fatica del trekking sahariano è a dir poco ricompensata dagli scenari a cui si ha la fortuna di assistere, tutt'altro che monotoni o privi di vita come apparentemente il Grande Nulla darebbe a pensare. Oltre la sabbia modellata dal vento, ci si trova di fronte a canyon, pinnacoli, faraglioni, torri, archi e castelli di pietra corrosi in mille forme bizzarre che disegnano le armonie bizzarre di questo deserto roccioso. A Sefar, ad esempio, le rocce erose secondo assi fra loro ortogonali per la presenza di fratture negli strati, hanno dato vita ad una vera e propria città di pietra con edifici, strade, piazze e monumenti, che appare oggi come bombardata dall'erosione: una zona molto ampia dove ci si può anche perdere come in un labirinto.

Il gran canyon di Tamrit è profondo quasi 700 metri ed è tanto stretto che il sole fatica a penetrarvi. Numerosi anche gli uadi, antichi corsi d'acqua ora fossili, e le guelte, depositi d'acqua in vasche di roccia. A questo si aggiunge un altro pregio del Tassili, portato alla luce dalle esplorazioni compiute nell'ultimo secolo da ricercatori francesi i quali hanno rivelato la presenza di un numero incredibile di incisioni e di pitture rupestri: oltre 10 mila immagini che coprono un arco di tempo di 10 mila anni!

Il viaggiatore si trova davanti a una vera e propria galleria d'arte rupestre preistorica del mondo, con pannelli nascosti dentro piccole cavità e in ripari sottoroccia, e non sorprende che il parco nazionale del Tassili sia stato riconosciuto nel 1982 dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità. Per le sue caratteristiche geografiche, che non permettono la penetrazione né alle truppe cammellate di ieri, né ai mezzi meccanici di oggi, il Tassili ha consentito all'inizio del secolo scorso alle tribù dei tuareg locali dei Kel Ajjer di opporre una strenua resistenza alla dominazione militare e coloniale francese nel sud dell'Algeria.

Il Tassili n'Ajjer è una regione ideale per la pratica del trekking sahariano per più di un motivo. Oltre alla già specificata presenza di stupendi panorami e di capolavori d'arte preistorica, questo territorio offre suolo roccioso, scarsi dislivelli sommitali e un clima relativamente temperato per l'altitudine. Inoltre (e non è un dettaglio da poco), si tratta anche di una scelta obbligata, perché l'altopiano risulta accessibile soltanto a piedi, attraverso alcuni passaggi chiavi (le akbe) scavati nella falesia precipite. Si sale infatti in 4-5 ore su ripidi sentieri e canaloni, mentre il materiale viene trasportato in quota da asini. Il percorso sul plateau risulta invece facile e rilassante, in un contesto di grande suggestione, e si dorme ovviamente sotto le stelle, un'esperienza davvero entusiasmante sotto il cielo sahariano.

Fonte: www.viaggi24.ilsole24ore.com


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© 09/09/2004 - Rolando Davide Alcuni articoli sono stati tratti da altri siti, il © resta del relativo autore Website Design By : Eyrieteck